Il Veneto sta al Prosecco come l’Emilia sta al Lambrusco e la Romagna al Tavernello. Dal punto di vista commerciale e, quindi, della comunicazione, le cose stanno così, succede anche per le altre regioni dove domina un marchio o un prodotto rispetto ad altri. Nulla di così sorprendente, è del tutto logico che se si riescono a produrre e vendere milioni e milioni di esemplari di un alimento o di un oggetto è perché questo ha conquistato l’interesse di grandi masse di individui, oppure semplicemente perché lo si trova ovunque e a prezzi concorrenziali.
Cos’è, quindi, che può dare un valore aggiunto, un’altra prospettiva, fare la differenza rispetto a qualcosa di così diffuso e uniformato nel suo contenuto e qualitativamente? Il racconto delle tante, infinite, piccole realtà che lavorano con una concezione del tutto diversa, puntando a trasmettere con i loro prodotti la storia dei luoghi, i profumi e i sapori che li contraddistinguono, rendendo unico e irripetibile ciò che propongono. Che è il ruolo che ha sempre avuto l’artigianato, purtroppo in via d’estinzione, schiacciato dalla globalizzazione e dalla concorrenza sui prezzi, tanto che le nuove generazioni tendono a preferire altre strade con la conseguente perdita di arti e mestieri.
Nel vino, per fortuna, questo problema è ancora marginale, poiché ci sono moltissime realtà vecchie e nuove che continuano a trasmettere il loro sapere e a cogliere ogni opportunità per migliorare il lavoro in vigna e in cantina. Sta a noi comunicatori raccontarvi di loro.
…LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SUL SITO LAVINIUM: https://www.lavinium.it/portfolio/tenuta-galvana-superiore/
