Il territorio che circonda il Comune di Montefalco è da sempre conosciuto per la coltivazione dell’uva sagrantino, ne sono la prova alcuni documenti d’archivio, in particolare questa varietà pregiata viene menzionata come uva “sagrantina” nel 1549, in cui viene riportato un ordine di mosto di sagrantino da parte dell’ebreo Guglielmo, mercante di Trevi e di sua moglie Stella (A. TOAFF, “Il vino e la carne. Una comunità ebraica nel Medioevo”, Bologna 1989, p. 97 e nota 65).
Per molti secoli il sagrantino venne coltivato esclusivamente per produrre piccole quantità di passito da destinare agli eventi religiosi, al Natale e alla Pasqua. La coltivazione avveniva spesso a ridosso delle abitazioni, le viti si arrampicavano sui muri (piérgole) anche a scopo di abbellimento; all’interno della cinta muraria, negli antichi Monasteri di Santa Chiara e San Leonardo, sono sempre stati allevati vecchi vitigni di sagrantino, testimonianza della sacralità di quel vino.
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