Dal sito Lavinium Recensione: Tommaso Tobia Zucchi – Cavezzo (MO) – Emilia Romagna

Diciamocelo con sincerità, quando si parla di Lambrusco, soprattutto fuori dall’Emilia, si pensa al Grasparossa e al Sorbara, anche perché nel parco vini disponibili, trovare un Salamino degno di nota non è facile. Si potrebbe dedurre che questa varietà, nota per la sua grande capacità produttiva, sia inferiore alle altre due più blasonate. Errore! La verità è che nel Salamino nessuno si era ancora preso la briga di lavorare per scoprire come valorizzarlo.

Dal sito Lavinium Recensione: Vignis di Marian – Farra d’Isonzo (GO) – Friuli-Venezia Giulia

Capita a volte che da una dolorosa perdita si possano prendere delle decisioni che cambino profondamente la propria vita, in positivo. Certamente la scomparsa di papà Aurelio nel 2000, per Franco Visintin, è stato un forte stimolo a riprendere le redini dell’attività di famiglia, allora cerealicola, zootecnica e viticola; un processo meditato e fortemente voluto, anche perché Franco ha sempre amato l’agricoltura e in particolare il vino, sebbene il suo lavoro fosse legato fondamentalmente al legno per una produzione artigianale.

Dal sito Lavinium Recensione: De Quarto Vitivinicultori – Lizzano (TA) – Puglia

Ci troviamo tra Leporano e Lizzano, in provincia di Taranto, a due passi dal Mar Jonio, qui da cinque generazioni la famiglia De Quarto gestisce l’azienda agricola con 20 ettari di vigneto, tutti piccoli appezzamenti acquistati poco alla volta e allevati ad alberello, in un contesto fortemente legato alla viticoltura; qui i terreni sono prevalentemente calcarei e l’influenza del mare si respira.

Dal sito Lavinium Recensione: Gli Archi -Pisa

Marco Pinat, che una volta terminati gli studi in enologia inizia a recuperare un vigneto abbandonato sul quale esegue un estirpo e un nuovo reimpianto, appoggiando un progetto di biodiversità promosso dall’Università degli Studi di Udine e dal Consorzio Friuli Colli Orientali-Ramandolo. Questa iniziativa consisteva nell’ impianto di barbatelle di Refosco dal Peduncolo Rosso recuperate da selezione massale di vigneti storici.

Dal sito Lavinium Recensione: Marco Pinat – Udine

Marco Pinat, che una volta terminati gli studi in enologia inizia a recuperare un vigneto abbandonato sul quale esegue un estirpo e un nuovo reimpianto, appoggiando un progetto di biodiversità promosso dall’Università degli Studi di Udine e dal Consorzio Friuli Colli Orientali-Ramandolo. Questa iniziativa consisteva nell’ impianto di barbatelle di Refosco dal Peduncolo Rosso recuperate da selezione massale di vigneti storici.

Dal sito Lavinum Recensione: VentiVenti – Medolla (Mo)

Siamo a Medolla e dei 45 ettari di terreno a disposizione, 18 sono vitati con vitigni che danno del tu a queste terre a partire dai Lambruschi, Sorbara e Salamino di Santa Croce, e poi Pignoletto, Ancellotta, oltre a qualche tocco internazionale con Pinot Bianco e Cabernet Sauvignon.
Tutto bio, sin dall’inizio dell’avventura,

Dal sito Lavinium Recensione: Breccia – Mezzocorona (TN) – Trentino Alto Adige

Avete fatto caso a quanti laureati ci siano oggi tra i vignaioli? Un tempo nel nostro Paese il contadino che faceva vino era una persona umile, spesso povera, in grado solo di conferire le uve frutto del suo lavoro alle cooperative, per mancanza di mezzi e per la necessità di avere un’entrata sicura per la famiglia. Produrre tanto significava guadagnare qualcosa in più, la qualità non era un’esigenza primaria.