Dal sito Lavinium Recensione: Marco Pinat – Udine

Marco Pinat, che una volta terminati gli studi in enologia inizia a recuperare un vigneto abbandonato sul quale esegue un estirpo e un nuovo reimpianto, appoggiando un progetto di biodiversità promosso dall’Università degli Studi di Udine e dal Consorzio Friuli Colli Orientali-Ramandolo. Questa iniziativa consisteva nell’ impianto di barbatelle di Refosco dal Peduncolo Rosso recuperate da selezione massale di vigneti storici.

Dal sito Lavinum Recensione: VentiVenti – Medolla (Mo)

Siamo a Medolla e dei 45 ettari di terreno a disposizione, 18 sono vitati con vitigni che danno del tu a queste terre a partire dai Lambruschi, Sorbara e Salamino di Santa Croce, e poi Pignoletto, Ancellotta, oltre a qualche tocco internazionale con Pinot Bianco e Cabernet Sauvignon.
Tutto bio, sin dall’inizio dell’avventura,

Dal sito Lavinium Recensione: Breccia – Mezzocorona (TN) – Trentino Alto Adige

Avete fatto caso a quanti laureati ci siano oggi tra i vignaioli? Un tempo nel nostro Paese il contadino che faceva vino era una persona umile, spesso povera, in grado solo di conferire le uve frutto del suo lavoro alle cooperative, per mancanza di mezzi e per la necessità di avere un’entrata sicura per la famiglia. Produrre tanto significava guadagnare qualcosa in più, la qualità non era un’esigenza primaria.

Dal sito Lavinium Recensione: Cantina Manconi – Tempio Pausania (OT) – Sardegna

Nicola e suo figlio Pietro conducono l’attuale azienda nata nel 2014 ma fondata nel 1968 da “babbu” Pietrinu; siamo ai piedi del Monte Limbara, nel cuore della Gallura, nel comune di Tempio Pausania, qui il suolo è di origine granitica e vi dimorano 4 ettari vitati con, negli appezzamenti più vecchi, più di 15 antichi vitigni locali a un’altitudine che si aggira sui 400 metri s.l.m., tra questi spicca la caricagiola; qui l’allevamento è quello tradizionale ad alberello, mentre negli appezzamenti più recenti sono impiantati altri vitigni che contribuiscono alla produzione dei vini come il vermentino, il merlot, il syrah e il sangiovese, lavorati a guyot e cordone speronato.

Dal sito Lavinium Recensione: Bottega Artigiana Canello – Guia (TV) – Veneto

La Bottega Artigiana Canello (la struttura è frutto di un restauro del casale adiacente la loro abitazione, costruito tra fine ‘800 e inizio ‘900), il cui nome, come loro stessi mi raccontano ha questo significato: “Bottega: nel senso di opificio a cielo aperto nelle vigne o presso la nostra piccola cantina; inoltre presso la nostra sede, un immobile storico appena interessato da un restauro conservativo, è presente un punto vendita