Terre di Vite 2025: il racconto di due giornate dedicate al vino artigianale

Oltre 3.000 visitatori, 150 vignaioli da tutta Italia e una partecipazione attenta e appassionata tra degustazioni, laboratori del gusto e incontri con i produttori.

L’edizione 2025 di Terre di Vite, la manifestazione dedicata al vino artigianale e ai vignaioli di territorio, ha portato a Villa Cavazza a Bomporto (Modena) oltre 3.000 visitatori, tra appassionati e operatori del settore. Con 150 produttori da tutta Italia, circa 300 professionisti horeca e laboratori del gusto sempre esauriti, l’evento si conferma uno degli appuntamenti più interessanti per chi vuole conoscere i vini direttamente dai produttori. L’organizzazione è già al lavoro sulla prossima edizione, in programma 24 e 25 ottobre 2026..

Un appuntamento dedicato al vino di territorio

L’edizione 2025 di Terre di Vite ha confermato il valore della manifestazione come luogo di incontro tra vignaioli, appassionati e professionisti del vino.

Negli spazi di Villa Cavazza a Bomporto, nel cuore della zona di produzione del Lambrusco di Sorbara, l’evento ha accolto oltre 3.000 visitatori nel corso delle due giornate.

Tra questi erano presenti circa 300 operatori horeca – ristoratori, enotecari, sommelier e professionisti del settore – arrivati per conoscere nuovi produttori, degustare vini di territorio e incontrare direttamente i vignaioli.

Due giornate tra vino, incontri e gastronomia

Protagonisti della manifestazione sono stati 150 produttori provenienti da tutte le principali regioni vitivinicole italiane.

Uno degli elementi distintivi di Terre di Vite è proprio la possibilità di degustare i vini e dialogare direttamente con chi li produce, scoprendo storie, territori e metodi di lavoro che stanno dietro ogni bottiglia.

Un contesto informale ma attento, dove il vino diventa occasione di confronto e conoscenza.

Tra i momenti più attesi della manifestazione ci sono stati anche i seminari guidati da Sandro Sangiorgi, fondatore di Porthos e tra le voci più autorevoli e sensibili del racconto del vino in Italia. Nei due incontri dedicati, Sangiorgi ha accompagnato i partecipanti in una degustazione narrata, dove il vino diventa occasione di riflessione e conoscenza, intrecciando territorio, cultura e dimensione umana del bere.

Particolarmente partecipati anche i Laboratori del Gusto, realizzati in collaborazione con Iscom, Modena con Gusto, che hanno registrato un interesse costante durante tutto il fine settimana, con sale sempre piene e un pubblico attento alle degustazioni e agli abbinamenti proposti.

Accanto ai produttori di vino erano presenti anche diversi artigiani del cibo, con specialità gastronomiche provenienti da varie regioni italiane, contribuendo a creare un contesto conviviale e ricco di stimoli.

Uno degli aspetti più apprezzati dai vignaioli è stato ancora una volta il profilo del pubblico: persone appassionate, curiose, spesso preparate, interessate a conoscere i vini direttamente dai produttori e a portare a casa le bottiglie scoperte durante la giornata.

L’atmosfera che si respira a Terre di Vite è quella di un incontro autentico tra chi il vino lo produce e chi lo cerca con attenzione e curiosità.

Nel frattempo l’organizzazione è già al lavoro sulla prossima edizione.

Siamo ancora all’inizio dell’anno, ma il percorso verso Terre di Vite 2026, che si terrà il 24 e 25 ottobre, è già iniziato. Come ogni anno la selezione dei vignaioli, la costruzione del programma culturale e dei laboratori del gusto richiedono mesi di preparazione.

L’obiettivo resta lo stesso che ha accompagnato la manifestazione fin dalle prime edizioni: creare uno spazio di incontro autentico tra vignaioli e pubblico, dove il vino possa essere raccontato direttamente da chi lo produce.

Nei prossimi mesi continueremo a condividere aggiornamenti e racconti in attesa di ritrovarci di nuovo a Villa Cavazza per la quindicesima edizione di Terre di Vite.


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